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INDICE CAMPANIA
I prodotti tipici della Campania
Castagna di Montella
Penisola Sorrentina
Cilento
Colline Salernitane
Mozzarella di Bufala Campana
Nocciola di Giffoni
Pomodoro San Marzano
Carciofo di Paestum
Fico Bianco del Cilento
Limone Costa d'Amalfi
Limone di Sorrento
Melannurca Campana
Caciocavallo Silano
Vitellone bianco dell'Appennino Centrale
Vini Doc - Docg
Vini Igt

Le Strade del Vino e dei Sapori della Campania


Strada del vino della Penisola Sorrentina

Enti Partecipanti:
Comuni di Gragnano e Massa Lubrense; Provincia di Napoli, Comunità Montana Penisola Sorrentina, Associazione Mediterraneo Tipico, Confagricoltura, Coldiretti, Cia.

Descrizione:
La zona in oggetto è tra le più ricche per cultura, archeologia e bellezze naturali della Regione Campania oltre che per le produzioni agricole da sempre conosciute, come le uve provenienti dai vitigni già citati, gli agrumi tra i quali il limone è diventato il simbolo della riscoperta coltivazione con la relativa IGP e l'olio di oliva al centro di studi e progetti di valorizzazione che vedono interessati i diversi enti locali con la relativa DOP.

La vocazione vitivinicola


Fin dall'antichità si hanno testimonianze della particolare vocazione vitivinicola della zona. Nelle numerose ville rustiche rinvenute nell'Ager Stabianus comunemente sono state ritrovate attrezzature utilizzate per la trasformazione delle uve in vino. In queste fattorie si coltivava soprattutto la vite (i vitigni più diffusi erano l'Aminnea gemina minor, la Murgentina, la Holconia e la Vennuncola), che dava un prodotto molto diffuso ed apprezzato. Famosi erano i vini Vesvinum, Pompeianum e Surrentinum (G. Stefani, in "Casali di ieri casali di oggi"). Nelle fattorie vi erano quindi sempre uno o più torchi (torcularium). L'uva veniva prima pigiata con i piedi dai calcatores, poi posta in un cassone sul cui coperchio si faceva leva con un argano alla cui estremità era scolpita una testa d'ariete. La relativa vicinanza del territorio sorrentino con la città mercantile di Pompei facilitava enormemente la commercializzazione delle produzioni locali. In alcuni possedimenti nei quali era diffusa la coltivazione dell'ulivo si sono ritrovati i resti di antiche macine (trapetum) per la molitura delle olive con una tecnologia talmente efficiente che gli stessi ingegneri borbonici, che eseguirono gli scavi alla fine del 1700 ne trassero spunti per migliorare le tecniche di lavorazione allora in uso.
La viticoltura della zona è rimasta legata alla tradizione sia per quanto riguarda i metodi di coltivazione sia per l'attaccamento ai vitigni autoctoni. Dalle indagini poste in essere nel corso degli anni si sono potute rilevare nel territorio della Penisola Sorrentina, dal punto di vista vitivinicolo, essenzialmente due areali di produzione: quello della Costiera Sorrentina e quello dei Monti Lattari. Tali areali, pur rientrando entrambi nel territorio della Comunità Montana della Penisola Sorrentina ed avendo notevoli punti di continuità, per quanto riguarda la caratterizzazione vitivinicola risultano differenziati a tal punto da non consentire la riunificazione in un'unica area di produzione. ......................

fonte http://lnx.bortonevivai.it/strada-del-vino-della-penisola-sorrentina.php

 

 
   

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