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Le Strade del Vino e dei Sapori del Friuli Venezia Giulia

 
 

Dare concretezza a un percorso che valorizzi le peculiarità dei Colli Orientali del Friuli, sostenendo le eccellenze vitivinicole, l’offerta turistica e incrementando l’attrattiva di questi luoghi.

Per questo la Provincia e la Camera di Commercio di Udine hanno affidato all’Università di Udine (prof. Marangon e Gregori) un progetto per delineare uno percorso per questa strada del vino in modo da valorizzare il territorio sotto l’aspetto paesaggistico, agrituristico, vitivinicolo, puntando su accoglienza, alberghiero, ristorazione e cultura. Il documento è stato presentato oggi a palazzo Belgrado nel corso di un convegno al quale hanno preso parte il presidente della Provincia on. Pietro Fontanini, il presidente della Camera di Commercio Giovanni Da Pozzo, gli assessori provinciali all’agricoltura e al turismo Daniele Macorig e Franco Mattiussi, uno dei due autori della ricerca Mario Gregori del Dipartimento di Biologia ed Economia Agro-Industriale dell’Università di Udine, il presidente del consorzio Tutela Vini Colli Orientali del Friuli e Ramandolo Pierluigi Comelli e la presidente del Movimento Turismo del Vino FVG Elda Felluga.

«Grazie al regolamento attuativo della Legge regionale 24/2006 – ha spiegato Macorig – la competenza relativa alle strade del vino è passata dalla Regione alle Province. Attualmente, in provincia di Udine, esiste solamente la Strada del vino di Aquileia. L’ente di area vasta ha recepito il regolamento di recente per cui ora abbiamo gli strumenti necessari per intervenire in materia. E per far sì che questa Strada del vino che attraversa 11 comuni abbia successo, è necessario puntare sul coordinamento con le autorità locali valorizzando le eccellenze del territorio. È di fondamentale importanza – ha proseguito – una sinergia tra pubblico e privato: Provincia, Comuni e categorie devono appoggiare e sostenere i privati che intendono entrare a far parte di questo progetto. Questi ultimi devono però essere pienamente convinti delle potenzialità che offre».

Lo studio, in particolare, presenta due ipotesi di strade del vino per l’area dei Colli Orientali del Friuli, entrambe sinergiche alla Strada del Vino già esistente: la prima è un percorso ad anello di circa un centinaio di chilometri, con possibili innesti rispetto le Grave del Friuli e il Collio; la seconda è una rete di 11 percorsi tematici (I tesori di Cividale; Tra castelli e chiese: itinerari alla riscoperta del Medioevo; Sulle orme dei pellegrini; Borghi rurali e ville signorili; Le trincee della Grande Guerra; Le grotte; Tra torrenti, vigneti e castagni; Per strette gole ed ondulate colline attorno al Bernadia; Il massiccio del Matajur; Verso luoghi misteriosi e L’itinerario dell’uva e dei suoi derivati).

Tali percorsi vanno a rispondere ad esigenze di fruizione del territorio diverse. Starà al Comitato di gestione della Strada del vino (organismo eletto da un’assemblea di soggetti tra cui almeno 10 cantine vitivinicole e 5 tra imprese agroindustriali, consorzi di tutela vini D.O.C., enoteche, aziende agrituristiche, esercizi di ristorazione, imprese turistico-ricreative e musei) scegliere quale ipotesi perseguire.

Come ha rilevato Fontanini, «è decisivo fare un salto di qualità per far conoscere sui mercati internazionali le eccellenze dei nostri prodotti puntando su un unico marchio “Friuli”».
Sul fatto che il produttore debba puntare sulla promozione, l’intervento dell’assessore Mattiussi. «Il comune denominatore – ha detto – deve essere il vino, prodotto da consumare non solo in cantina ma anche all’esterno. E, la questione emozionale, deve essere sempre tenuta in considerazione visto che il vino può promuovere un territorio senza avere la necessità di passare attraverso altri intermediari: i privati devono saper comunicare il territorio ai turisti. Per questo il progetto ha delle potenzialità enormi: la Strada del vino è un’opportunità unica per far valere le nostre eccellenze. La Provincia – ha aggiunto – ha aderito anche al progetto europeo Ruralnet e, attualmente, stiamo alla fase della mappatura di tutti gli agriturismi del territorio».

Come ha poi spiegato Comelli, il Consorzio Colli orientali e ramandolo, che ha preso vita nel gennaio 2010, comprende circa 200 aziende e 2.000 ettari di vitigni. Lo scorso anno sono stati prodotti 98 mila ettolitri di vino di cui 77 mila imbottigliati.

Per far sì che la Strada del vino nasca e si mantenga vitale le cantine che vi prenderanno parte devono garantire una qualità minima standard. E per crescere è necessario mantenere ben salda la nostra identità e la nostra identificazione con il territorio e con i concetti di accoglienza e ospitalità. Elda Felluga ha evidenziato come da 15 anni Movimento Turismo del vino si stia spingendo affinché le cantine di produttori si mettano assieme. La settantina di cantine della provincia di Udine devono essere protagoniste del progetto: occorre poter ospitare l’enoturista, chi viene in cantina è interessato al prodotto, deve poter trovare una guida in grado di illustrare le varie fasi della lavorazione utilizzando più lingue. È necessario fare sistema, occorre una regia unica e si deve far tesoro di quanto ha funzionato sinora in questo settore.
Fonte: Provincia di Udine

 
File with extension: docProgetto di valorizzazione dell’ambiente e del paesaggio vitivinicolo nell’ambito del territorio della DOC “Colli Orientali del Friuli
 
… della DOC Colli Orientali del Friuli” per lo sviluppo socio-economico, culturale e la riqualificazi … zona D.O.C. “Colli Orientali del Friuli” e comprende amministrativamente venti comuni, dei quali c … all’interno dei Colli Orientali del Friuli, caratterizzato da viticoltura di qualità.
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… dei vigneti dei Colli Orientali del Friuli ben si accorda con la praticabilità tecnica, che a sua v … del territorio della DOC “Colli Orientali del Friuli” per lo sviluppo socio-economico,
 
 
 
 
 
 

   

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