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Strade del vino Lombardia

Strada del Vino e dei Sapori della Valcalepio
Associazione Strada del Vino e dei Sapori della Valcalepio
Via Bergamo 10 24060 S. Paolo d'Argon (BG)
Tel. 035/953957 - Fax:035/4272403
www.valcalepio.org
info@valcalepio.org
 
 

Le Strade del Vino e dei Sapori della Lombardia

Il Valcalepio ha rappresentato sicuramente la rinascita dell’enologia in terra bergamasca. Mentre negli anni dell’industrializzazione selvaggia l’abbandono dei terreni collinari sembrava inarrestabile, verso la metà degli anni settanta si trovavano le forze per porre le prime basi per una nuova, grande, avventura del vino del Colleoni.

Il fulcro di questo progetto è stato rappresentato dalla Cantina Sociale Bergamasca che, in quegli anni, ha iniziato una nutrita serie di vinificazioni sperimentali con vitigni autoctoni e vitigni miglioratori, fino ad arrivare alla scelta di due tipologie per le quali richiedere la doc.

Rimane quindi indelebile per i viticoltori bergamaschi il 1976, anno in cui si ottenne il decreto che sancisce ufficialmente la denominazione di origine controllata Valcalepio nelle due tipologie: rosso e bianco.

Per quell’epoca la scelta era decisamente coraggiosa: il rosso univa due vitigni importanti, Merlot e Cabernet, mentre per il bianco veniva codificato l’impiego di Pinot bianco e Pinot grigio. La struttura agricola nella bergamasca era in decisa evoluzione: si passava dalla mezzadria alla conduzione diretta e tante piccole realtà produttive emergevano e si affermavano in un contesto del consumo del vino in rapida evoluzione.

In questo ambito, la fondazione del Consorzio Tutela Valcalepio, che iniziava un’opera di unione delle varie realtà e di formazione dei produttori sia da un punto di vista viticolo che enologico, costituiva sicuramente un evento dirompente, soprattutto per la lungimiranza operativa, tutta protesa a creare lo sviluppo delle piccole imprese.

E, per dichiarare apertamente le robuste ambizioni di innovare il settore vitivinicolo per fare un’enologia di alto livello capace di conquistare mercati vicini e lontani, l’effige del Colleoni, il più famoso condottiero bergamasco, fu inserita nel marchio del Consorzio.

Un notevole aiuto alla nascita di questa realtà fu fornito dalla locale Camera di Commercio e dall’Amministrazione Provinciale che, negli anni, hanno supportato le aziende al fine di portarle all’adeguamento delle strutture produttive e mercantili. Nel 1993 si intuisce l’importanza di dare un nuovo impulso all’innovazione e di codificarla nella doc: ecco quindi la modifica al disciplinare con l’avvento di una nuova tipologia di rosso, la riserva, caratterizzata da un invecchiamento più accentuato. Nel nuovo disciplinare si è inoltre data maggiore dignità alle varietà autoctone con l’introduzione della tipologia Moscato passito.

Il resto è cronaca che, tra gli eventi più importanti, porta a perseguire e a ottenere, primi in Italia, la certificazione di prodotto. La passione e il pragmatismo tipico bergamasco si fondono in questo progetto, che inizia con una poderosa indagine di verifica delle attese del consumatore, volto a dare al bevitore saggio maggiore soddisfazione e la sicurezza nella scelta. Così, redatto un rigoroso disciplinare basato sulle caratteristiche organolettiche dei Valcalepio, istituito un gruppo di giudici esperti che agiscono secondo le norme scientifiche dell’analisi sensoriale, viene chiamato un ente terzo operante secondo le norme Iso a garantire la perfetta rispondenza tra qualità promessa e qualità erogata.

Ed ecco il valcalepio certificato

Da questa scelta si può capire l’importanza che ha per l’enologia bergamasca il consumatore: solamente stabilendo patti chiari, questo il credo imperante, è possibile evitare equivoci e mantenere nel tempo un rapporto duraturo e costante.

E, per poter dare un’immediata percezione dell’immagine del Valcalepio e del suo collegamento con il territorio, viene fatta un’altra scelta importante: una bottiglia che rappresenti il prodotto, una bottiglia semplice, come semplici sono coloro che producono il vino che essa contiene. Una bottiglia, blasonata dal busto del Colleoni, che conterrà solamente il Valcalepio che ha superato la degustazione della commissione consortile.
 

fonte: www.valcalepio.org

Vitigni e Vini

Valcalepio Rosso DOC

Il Valcalepio Rosso DOC si ottiene da uve di vitigni Cabernet Sauvignon in percentuale variabile dal 25 al 60% e, per la rimanente parte, da Merlot. Le uve vengono vinificate in purezza, ossia vendemmiate e fermentate separatamente: questo modo di procedere consente di raccogliere le due singole varietà al massimo grado di maturazione fenolica, Cabernet Sauvignon e Merlot hanno infatti due epoche di maturazione differenti e vengono vendemmiati ad un paio di settimane di distanza. Si procede poi al taglio a freddo “bordolese” nelle percentuali che vengono indicate dal disciplinare di produzione. A questa fase segue un invecchiamento della durata di almeno dodici mesi, dei quali almeno sei in botti di rovere. Quando il vino invecchia per oltre tre anni, può portare la qualifica Riserva. Importante per la qualità finale del prodotto è inoltre l’affinamento in bottiglia, da uno a due anni, che attenua il carattere tannico del Merlot e del Cabernet Sauvignon e conferisce al vino la sua complessità sensoriale. Il colore è rosso rubino, più o meno carico, con riflessi tendenti al granato. All’olfatto offre un profumo etereo, intenso e gradevole. Il sapore è asciutto, pieno, persistente e armonico e ricorda l’amarena. La gradazione alcolica complessiva minima è di 11,5 gradi. Il Valcalepio rosso accompagna portate di arrosti a base di cacciagione, ma si abbina bene anche a carni rosse e bianche. La temperatura ideale per servirlo è di 18 °C.

Valcalepio Bianco Doc


Il Valcalepio Bianco DOC è un vino pregiato, prodotto su terreni più leggeri della stessa zona di produzione del Valcalepio Rosso DOC. Si ottiene da uve di vitigni Pinot Bianco e Chardonnay in percentuale variabile dal 55 all’80% e da uve di Pinot Grigio per la parte restante. Le uve vengono vinificate in bianco, cioè senza il contatto delle bucce con il mosto. Caratteristiche salienti della lavorazione sono la pigiatura soffice delle uve, la fermentazione a temperatura controllata (in alcuni casi in botti o barriques di rovere) e l’imbottigliamento del vino giovane, che contribuiscono alla caratterizzazione del bouquet e dell’aroma sottile. Il colore è giallo-paglierino, più o meno intenso. L’odore è delicato, fruttato e gradevolmente caratteristico. Il sapore è secco e armonico. La gradazione alcolica complessiva minima è di 11,5 gradi. Per le sue caratteristiche si abbina perfettamente ai piatti a base di pesce, ma è anche un ottimo aperitivo. La temperatura ideale di servizio è 11 °C.

Valcalepio Moscato DOC Passito


Il Valcalepio Moscato Passito ha il pregio di essere uno dei pochi vini passiti italiani ottenuti da un vitigno a bacca rossa aromatico: il Moscato di Scanzo, varietà autoctona della provincia bergamasca. Viene prodotto da uve accuratamente selezionate in vigna e poste in appassimento per un periodo minimo di tre settimane che, nella maggior parte dei casi si protrae fino a Dicembre, a ridosso delle festività natalizie. Segue la vinificazione in rosso con macerazione delle bucce. La fermentazione, che procede molto lentamente sia per le basse temperature sia per l’alto grado zuccherino e viene interrotta quando la gradazione alcolica raggiunge i 15 gradi. Il Valcalepio Moscato Passito può essere commercializzato a partire da Maggio del secondo anno successivo alla vendemmia. La dizione Moscato Passito può essere integrata dal nome di uno dei seguenti comuni: Gandosso, Grumello del Monte, Cenate Sotto, Torre de’ Roveri, Albano Sant’Alessandro, Carobbio degli Angeli. Il colore è rosso rubino carico. Il profumo è intenso, persistente e tipicamente aromatico. Il sapore è gradevole, dolce, armonico con un retrogusto leggero di mandorla. Ricco di corpo, ha un intenso aroma, etereo e con sentore di rosa appassita, salvia sclarea e miele d’acacia. La gradazione alcolica complessiva minima è 17 gradi. Eccellente vino da meditazione, può essere proposto in abbinamento con pasticceria secca o con formaggi stagionati o erborinati come, per esempio, il gorgonzola. Se ne apprezzano al meglio le qualità organolettiche a temperatura ambiente.
 

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